Archivio Autore

Sicurezza

lunedì, 18 Aprile 2011

A Ravenna nel 2008 è stato avviato un servizio di mediazione di comunità per migliorare le condizioni di vita nel quartiere della stazione, in particolare per quanto riguarda la percezione della sicurezza da parte dei cittadini, attraverso l’attivazione dei legami sociali ed il superamento di timori od ostilità tra italiani e migranti. In questo modo cittadini e amministratori, alleati grazie al principio di sussidiarietà, si prendono cura insieme del bene comune sicurezza.

Gli operatori del progetto CittA@ttiva incontrano i residenti, i commercianti, i frequentatori della zona e le associazioni di migranti in un “punto di ascolto e di cittadinanza attiva”, raccogliendo segnalazioni e proposte. In particolare, cercano di intervenire sui casi di conflittualità all’interno del quartiere prima che la situazione degeneri.

Il Comune sostiene l’iniziativa attivandosi in vari modi per rendere la zona più sicura, per esempio animandola con concerti, spettacoli, incontri e creando una rete, con i servizi sociali e con la polizia municipale, per avvicinare le persone in condizione di marginalità e reintegrarle in società. I risultati ci sono e vanno dai focus groups, alla creazione di un “gruppo guida” operativo di cittadini per il miglioramento della zona, alla creazione di un gruppo di lavoro per promuovere la convivenza, alla realizzazione di eventi in collaborazione con istituti scolastici, associazioni, commercianti e residenti.

Per ulteriori approfondimenti su questo caso vai al link

immagine

Vita

lunedì, 18 Aprile 2011

Mamma segreta è una rete di servizi pubblici, associazioni e cittadini avviata a Prato nel 1999, che realizza un sistema condiviso pubblico e privato di aiuto per donne che intendono avvalersi del diritto al parto in anonimato. Si tratta di un caso unico nel territorio nazionale di sanità integrata finalizzata alla cura del bene comune vita da parte dei cittadini, attraverso un effettivo esercizio del diritto di scelta della madre.

La rete si articola in tre momenti:

  1. primo contatto informale con la donna in gravidanza che manifesta segni di disagio (per strada, a scuola, ecc.);
  2. sostegno competente durante gravidanza e parto;
  3. accoglienza post-parto per la puerpera e per il neonato (casa protetta, adozione, famiglia affidataria, ecc.).

L’iniziativa ha affrontato positivamente dal 1999 ad oggi 64 casi. Grazie al principio di sussidiarietà si è realizzata un’alleanza fra alcune associazioni femminili di Prato ed alcune operatrici della Asl che, preoccupate del fenomeno di abbandono e soppressione di neonati, decisero di assistere le gestanti in modo nuovo, andando nei luoghi dove vivono le donne in difficoltà, evitando pratiche colpevolizzanti e assicurando l’anonimato.

Il progetto mira a garantire il diritto all’autodeterminazione della donna previsto dall’ordinamento italiano, nonché il benessere della madre e del neonato, prevenendo qualunque caso di violenza sulla donna e sul nascituro.

Per ulteriori approfondimenti su questo caso vai al link

 

Immagine Progetto Mamma segreta

Mobiltà sociale

lunedì, 18 Aprile 2011

Tanti sono i chilometri percorsi per andare al lavoro, ad una visita medica o ad un evento culturale o sociale dai circa 700 portatori di minorazione iscritti al servizio di trasporto e accompagnamento MuoverSi, nato dall’iniziativa di 8 cooperative locali che hanno individuato questo tipo di bisogno e hanno chiesto di essere accreditate dalla Provincia di Trento per effettuare il servizio. Le persone sono titolari di un “voucher chilometrico”, assegnato in base alle esigenze di mobilità segnalate. A ogni viaggio vengono decurtati dai chilometri assegnati i chilometri utilizzati. Il costo per gli utenti è di circa il 10% del costo totale del servizio.

Con MuoverSi i portatori di disabilità hanno finalmente visto riconosciuto il proprio diritto ad organizzare i propri viaggi scegliendo liberamente fra diversi fornitori del servizio di trasporto, non soltanto sulla base delle proprie necessità ma, soprattutto, sulla base del proprio giudizio sulla qualità del servizio. Agevola l’utilizzo di questo servizio una Guida predisposta dalla Provincia Autonoma di Trento che aiuta questa particolare categoria di cittadini a “non restare fermi”, offrendo tutte le informazioni necessarie per accedere a MuoverSi.

Un servizio che si è andato affinando, allargando le possibilità di utilizzo di MuoverSi anche a quegli utenti che vivono nelle zone più decentrate, cosa resa possibile attraverso il coordinamento del servizio di trasporto con quello erogato dai servizi sociali sul territorio. Il gradimento del servizio, finora unico in Italia, è testimoniato dal numero degli utenti iscritti, che nel 2007 sono stati 739 per una percorrenza totale di 847.639 chilometri.

Per ulteriori approfondimenti su questo caso vai al link

immagine relazioni

Infanzia

lunedì, 18 Aprile 2011

Il progetto Tagesmutter (dal tedesco “mamma di giorno”), nasce dall’iniziativa di un gruppo di mamme che decidono di offrire il loro servizio a quelle famiglie in situazioni economiche difficili che, invece di portare i bimbi all’asilo nido, preferiscono affidarli a una “mamma” che se ne prenda cura in casa.

Il Comune di Parma ha deciso di sostenere tale progetto accreditando i soggetti erogatori e mettendo a disposizione i voucher per i fruitori. L’accreditamento da parte del Comune mira a garantire la libera scelta dei cittadini nella selezione del servizio; ad espandere e qualificare l’offerta dei servizi, garantendo ai cittadini uguali sistemi di accesso; a valorizzare e sviluppare le risorse della comunità orientandole alla migliore soddisfazione possibile delle famiglie.
Il progetto si propone di coinvolgere i soggetti portatori di interessi riguardanti da un lato il soddisfacimento del bisogno di assistenza dei figli e dall’altro l’occupazione, contemperando le diverse esigenze della donna e della famiglia; di individuare forme aperte all’iniziativa di operatrici in grado di assicurare un buon servizio ai genitori; di garantire un servizio adeguato ed affidabile nelle caratteristiche di qualità e di professionalità, verificabili attraverso strumenti certi.
Il progetto prevede da gennaio 2011 a dicembre 2011, l’erogazione di benefici economici sotto forma di buoni di servizio rilasciati dal Comune a famiglie con determinati requisiti, spendibili esclusivamente presso i fornitori accreditati di questo servizio.

Per ulteriori approfondimenti su questo caso vai al link

immagine infanzia

Vivibilità urbana

lunedì, 18 Aprile 2011

Vicini di Casa è un progetto di condominio solidale sostenuto dal Comune di Torino. Le prime esperienze risalgono al caso di sette famiglie torinesi che, ottenuto dalle istituzioni locali l’affitto di una palazzina dell’ex Italgas, in via Farini 32, decidono di vivere in maniera solidale.

Organizzano feste di quartiere per consolidare i rapporti con il vicinato; creano un micronido per la custodia dei bambini; scambiano le automobili in caso di necessità; fanno la spesa utilizzando una cassa comune e stipano le provviste di tutto il condominio in un’unica grande dispensa; condividono l’uso della televisione con chi ne è sprovvisto.

I principali obiettivi del cohousing che il comune di Torino, attraverso l’attuazione del “Programma per la realizzazione del mix sociale negli alloggi di edilizia residenziale pubblica” ha fato propri, sono: instaurare rapporti stretti con i vicini di casa al fine di combattere e prevenire l’isolamento e l’emarginazione dell’individuo nel quartiere; stimolare il senso di appartenenza alla comunità e ai luoghi del vivere quotidiano; far prevalere l’importanza del benessere della collettività sulle divergenze e sui dissapori personali; favorire i processi di socializzazione e cooperazione tra le persone attraverso la condivisione di spazi, attrezzature e risorse; promuovere la collaborazione reciproca per ottenere più tempo libero, migliorando così la qualità della vita; praticare uno stile di vita sostenibile attraverso soluzioni mirate ad avere un risparmio energetico, una riduzione dell’inquinamento e, dunque, un minore impatto sull’ambiente; abbattere il caro vita attraverso la costituzione di gruppi di acquisto interni.

Per maggiori approfondimenti vai al link

Immagine progetto Vicini di casa

Dignità della persona

lunedì, 18 Aprile 2011

Il servizio del Custode Socio-Sanitario è nato nel luglio 2004 grazie all’attività di giovani volontari nel ruolo di “sentinelle sociosanitarie”, coordinati dall’Istituto “Palazzolo-Fondazione Don Gnocchi” di Milano, a supporto delle persone anziane sole o in difficoltà.

L’iniziativa, che prosegue l’esperienza positiva del “Custode sociale” nata nel 2000, è stata sviluppata in un’ottica più articolata e di maggior estensione territoriale delle aree a rischio, attraverso una convenzione tra ASL Città di Milano, Comune di Milano, ALER e Fondazione Don Gnocchi, con il supporto dei soggetti del terzo settore e del volontariato locale e con l’apporto finanziario di società private promotrici di responsabilità sociale d’impresa. Il custode Socio-Sanitario opera su tutto il territorio del Comune. Da giugno 2007 è presente anche il servizio di Custodia Sociale del Comune di Milano che l’Istituto Palazzolo gestisce insieme con il Consorzio Farsi Prossimo Onlus e la Fondazione Aquilone Onlus per le zone 7, 8, 9 del decentramento amministrativo milanese.

Il servizio ha la finalità di sostenere le persone e i nuclei familiari più fragili delle zone popolari della città ed è rivolto a tutti gli anziani e disabili in stato di bisogno, per solitudine, per condizione di salute precarie, per redditi insufficienti o per problemi della propria abitazione. La richiesta di intervento può pervenire direttamente dall’anziano, oppure dai portieri degli stabili popolari, familiari, vicini di casa, volontari o altri operatori che possono segnalare bisogni al Custode Socio Sanitario.

Inoltre, i Custodi Sociali si rivolgono anche ad adulti in stato di bisogno e nuclei familiari fragili ed a minori in difficoltà.

Per ulteriori approfondimenti su questo caso vai al link

immagine dignità

Cultura

lunedì, 18 Aprile 2011

Alla rinascita del teatro di Camogli hanno partecipato in molti: l’associazione “Amici del teatro di Camogli”, la “Fondazione teatro sociale” (costituita dalla Provincia di Genova e dai Comuni di Recco e Camogli) ed i cittadini attivi presenti sul territorio.

L’applicazione del principio di sussidiarietà consente in questo caso ai cittadini di Camogli di prendersi cura del bene comune cultura attraverso il recupero della struttura del teatro sociale della città, chiuso da oltre trent’anni.

Oltre all’intervento sul teatro sono state promosse varie iniziative culturali (fra cui “100 famiglie per il teatro sociale”) finalizzate a sensibilizzare i camogliesi affinché divenissero soggetti attivi di un’attività di recupero non solo strutturale, ma soprattutto culturale della città. E i cittadini in effetti hanno collaborato a questa iniziativa in quanto hanno capito quanto il teatro sia importante sia per la vita culturale di Camogli sia per il patrimonio artistico locale.

Dopo circa sei anni di attività i promotori sono soddisfatti dei risultati raggiunti. Ad oggi, il teatro è in corso di ristrutturazione, ospita già alcuni spettacoli ed è sede di numerose iniziative, soprattutto di avvicinamento delle scuole al mondo del teatro e, nello specifico, alle vicende del teatro sociale Camogli. L’applicazione della sussidiarietà ha consentito il coinvolgimento di enti pubblici e cittadini, giovani e adulti, per recuperare un simbolo storico della città e luogo di cultura.

Per ulteriori approfondimenti su questo caso vai al link.

Crescita dei giovani

lunedì, 18 Aprile 2011

PiCA – Percorsi di Cittadinanza Attiva, è un progetto innovativo di formazione e impegno civico che nasce dalla proposta di tanti giovani romani di contribuire concretamente allo sviluppo della propria città, mettendo a frutto capacità e predisposizioni personali. Un seme prezioso da sviluppare che, in mancanza di canali adeguati, troppo spesso non si esprime e rischia di essere dimenticato, ma che il Ministro della Gioventù e di Roma Capitale, nell’anno europeo del volontariato, ha saputo cogliere e valorizzare.
Attraverso la formula dei tirocini retribuiti, PiCA intende creare tra i giovani e le istituzioni una concreta occasione di scambio e di crescita reciproca, un’opportunità unica e concreta di formazione sul campo e di educazione civica.

Ogni ragazzo può proporsi solamente per uno dei progetti divisi nelle nove sezioni: assistenza e solidarietà; ambiente; patrimonio artistico e culturale; educazione e promozione culturale; sviluppo e tutela del territorio; cooperazione e sviluppo locale; informatica; protezione civile; sicurezza. Questi sono i percorsi che si aprono ai ragazzi e alle ragazze che vogliono migliorare la città di Roma e crescere professionalmente insieme con essa.

La grande varietà dell’offerta permette di coinvolgere chiunque abbia intenzione di mettersi al servizio della comunità, potendo scegliere tra una molteplicità di attività quella più congeniale al proprio titolo di studio e alle proprie esperienze.

Non occorre essere professionisti, ma è necessaria passione, grande impegno, spirito d’iniziativa e fantasia, capacità di lavorare in gruppo e di problem solving.

Per maggiori approfondimenti v. il link.

Immagine Progetto Pica

Città

lunedì, 18 Aprile 2011

Strappare all’abbandono e all’incuria intere zone della Capitale è la missione di Retake Rome, un movimento di cittadini attivi e amministratori locali che mira ad educare i cittadini in generale ed i giovani in particolare al rispetto dell’ambiente in maniera divertente ed allo stesso tempo costruttiva, favorendo la realizzazione di esperienze che siano utili alla comunità.

Per educare alla cura della città intesa come “bene comune”, l’iniziativa coinvolge volontari di tutte le età in iniziative dirette a riqualificare e ripulire zone dimenticate di quartieri romani.
In questo modo si realizzano aree verdi e campetti ricreativo dove prima vi era degrado, si ripuliscono i muri dai segni dell’incuria e del vandalismo ed allo stesso tempo si diffonde la cultura ecologica, si migliora la qualità della vita nel quartiere e si rafforzano i legami sociali e quelli con il territorio.

Le ultime iniziative hanno riguardato un’area dimenticata del quartiere Labaro dove, grazie allo spontaneo attivismo dei cittadini, è stata “riconquistata” una zona verde e messa a disposizione della cittadinanza. E poi la zona di parco Volpi e quella di Piazza Annibaliano e Viale Eritrea, dove residenti e cittadini stranieri, armati di ramazze, spazzole e pennelli, hanno ripulito e ripristinato il giusto decoro dei palazzi e dei giardini. RetakeRome ha il sostegno della Fondazione Giuseppe Garibaldi ONLUS, del Comune di Roma e dell’AMA, l’azienda municipale che si occupa di tutela ambientale a Roma.

Per ulteriori approfondimenti su questo caso vai al link.

immagine citta

Ambiente

lunedì, 18 Aprile 2011

I “Sabati ecologici” sono un’iniziativa promossa dall’amministrazione comunale di Castellammare di Stabia per ripulire il litorale cittadino dai rifiuti abbandonati. Al progetto hanno preso parte la popolazione stabiese, alcune associazioni locali e rappresentanti delle istituzioni locali.
Il “sabato ecologico” è un modo per i cittadini di Stabia di prendersi cura del bene comune ambiente riappropriandosi della propria città, salvandola dal degrado.

In questo caso esemplare di applicazione del principio di sussidiarietà è evidente che si agisce su due differenti livelli, strettamente interconnessi. Da una parte il raggiungimento dell’obiettivo pratico di rendere la città più vivibile, dall’altra l’educazione dei cittadini ad un nuovo rapporto con l’ambiente, basato sul rispetto e sull’attuazione di stili di vita sostenibili. Destinatari di questo messaggio sono soprattutto le nuove generazioni, in un’ottica allo stesso tempo di sussidiarietà quotidiana e di educazione alla cittadinanza.

Dedicare un po’ del proprio tempo alla cura della propria città è un atto che denota una forte acquisizione di responsabilità da parte di chi compie questo gesto nonché una spiccata sensibilità civica. Tuttavia, affinché si possa continuare lungo questa strada è necessario un impegno assiduo, per fare in modo che ogni nuovo giorno possa essere un “giorno ecologico”.
Il progetto è facilmente riproducibile e coinvolge diversi livelli della popolazione, sia da un punto di vista generazionale sia sociale.

Per ulteriori approfondimenti su questo caso vai al link.

foto ambiente